L’Appartamento dei Principi Ereditari si colloca nell’ala orientale al primo piano nobile del palazzo ed è un mirabile esempio di appartamento reale che conserva ancora intatti arredi, tappezzerie e decorazioni ottocentesche. Le dieci sale che lo compongono furono riccamente arredate in occasione delle nozze avvenute nell’aprile del 1842 tra il principe Vittorio Emanuele e Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, principi ereditari del trono di Sardegna.

È possibile ammirare opere di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, Vincenzo Camuccini, Luca Cambiaso, Carlo Maratta, Domenico Parodi oltre che ritratti di casa Savoia.

Il nome con il quale l’appartamento è oggi ricordato si deve dunque alla radicale e omogenea trasformazione che quella porzione dell’edificio subì tra la fine del 1841 e l’inizio del 1844, in seguito al matrimonio dei duchi di Savoia Vittorio Emanuele e Maria Adelaide. Il suo aspetto attuale, infatti, è ancora quello scaturito dai lavori che riplasmarono radicalmente il primo piano, attribuendogli pavimenti, apparati e arredi nuovi di zecca. Sul finire del 1841 e nei primi mesi del 1842 si avviarono le trasformazioni più importanti: le incorniciature delle porte, ancora in ardesia, legno dipinto e in cotto, furono rifatte in marmo; le porte vennero ricoperte con le stesse sete utilizzate per le pareti. Console con specchiere, in stile neobarocco, realizzate ad hoc per l’appartamento, si aggiunsero nuovi arredi pensati per ciascun ambiente, come la straordinaria serie di mobili in acero disegnata da Henry Thomas Peters per le ultime tre stanze riservate alla duchessa di Savoia. E poi nuovi tendaggi, lampassi in seta, mussole ricamate e taffetà per pendoni e drapperie. Oltre alle dieci sale principali si dovevano contare altrettanti ambienti funzionali, camerini, “gabinetti di toilette” e corridoi: scale di servizi collegavano l’appartamento alle cucine e agli alloggi per le guardie, così come al secondo piano nobile.

La documentazione testimonia l’uso dell’alloggio da parte di Vittorio Emanuele anche dopo la sua salita al trono e fino al 1877, un anno prima della sua morte: l’ultimo inventario redatto sotto il suo regno si riferisce ancora all’appartamento come a quello “di sua Maestà il Re”.

L’appartamento è detto anche “del Duca degli Abruzzi”, dall’ultimo importante esponente di casa Savoia ad averlo abitato, Luigi Amedeo di Savoia-Aosta (1873-1933), celebre esploratore, navigatore, alpinista, ammiraglio.


L’Appartamento dei Principi Ereditari e i Nuovi Depositi ad esso adiacenti non sono, in questo momento, visitabili.